Tutti Regole, punteggio e accuso Busso, volo e striscio Strategie di tressette e mani commentate Varianti e storia del tressette

Pareggio nel tressette: che cosa succede con le coppie in parità

17 min di lettura
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

Quando le due coppie sono in parità, il tressette non assegna automaticamente la partita a nessuno. Se il traguardo non è stato raggiunto, si continua con una nuova smazzata; se entrambe le coppie arrivano oltre il punteggio fissato nello stesso conteggio, occorre applicare l’accordo stabilito prima del gioco.

  • In una smazzata ordinaria i punti delle prese, escluso l’accuso, fanno sempre 11 punti interi.
  • Un pareggio nel punteggio complessivo non chiude la partita se nessuna coppia ha raggiunto il traguardo concordato.
  • Se entrambe le coppie superano il traguardo dopo la stessa mano, serve un criterio deciso prima della distribuzione.
  • La chiamata fuori durante la mano può evitare discussioni, ma non è adottata da ogni tavolo.
  • Il conteggio va ricostruito in terzi prima di assegnare una smazzata contestata.

Questa pagina tratta il tressette a coppie fisse, con quattro giocatori, dieci prese e punteggio delle carte. Non affronta il terziglio, il tressette in due o le varianti nelle quali il monte, la chiamata del tre o l’obiettivo della mano cambiano il conteggio.

Fonte e usanza Il riferimento per l’ordine delle carte, i valori e il conteggio delle prese è la pagina di regole di Pagat, consultata l’11 settembre 2026. La gestione del pareggio al termine della partita non risulta definita allo stesso modo in tutte le tavole: qui vengono distinti il conteggio della smazzata e l’accordo necessario per la partita.

Quando il pareggio nel tressette richiede una nuova smazzata

La prima distinzione riguarda il momento in cui nasce la parità. Una cosa è avere le coppie sullo stesso punteggio prima di distribuire le carte. Un’altra cosa è terminare una smazzata con lo stesso totale generale. Nel primo caso non esiste alcuna anomalia: la mano successiva decide soltanto chi si allontana dall’altra coppia, sempre che nessuno raggiunga il punteggio fissato per chiudere la partita.

Il tressette a coppie usa quaranta carte. Nord e Sud formano una coppia, Est e Ovest l’altra. I compagni siedono uno di fronte all’altro e giocano in senso antiorario. Ogni giocatore riceve dieci carte; chi apre una presa sceglie un seme, gli altri devono rispondere a quel seme quando ne possiedono almeno una carta. Non esistono briscole. La carta più alta del seme d’uscita prende, e chi prende apre la presa seguente.

Questa struttura spiega perché una smazzata può modificare il distacco in modo netto. Gli assi valgono un punto ciascuno. Tre, due, re, cavallo e fante valgono un terzo di punto ciascuno. L’ultima presa aggiunge un punto intero. I terzi non sufficienti per formare un punto si perdono nel risultato della mano. Di conseguenza, senza dichiarazioni di accuso, le due coppie segnano complessivamente undici punti interi.

Una coppia che parte da 14 punti e l’altra da 14 non deve fare calcoli particolari prima della distribuzione. Se la mano termina 7 a 4, il totale diventa 21 a 18. Se termina 5 a 6, il totale diventa 19 a 20. La parità iniziale è soltanto la fotografia del tabellone prima delle dieci prese, non un risultato da sciogliere con un criterio speciale.

La situazione cambia se la partita si gioca a 21, 31 o 41 punti e la smazzata porta entrambe le coppie oltre la soglia. Un esempio chiarisce il nodo. Nord-Sud hanno 20 punti e Est-Ovest hanno 21. Alla fine della mano Nord-Sud aggiungono 6 punti, Est-Ovest ne aggiungono 5. Il tabellone mostra 26 a 26. Nessuna delle due coppie è sotto il traguardo, ma il totale è identico.

In questo caso il risultato non può essere risolto guardando soltanto al fatto che entrambe le coppie hanno oltrepassato la soglia. Occorre sapere come il tavolo aveva deciso di chiudere la partita. Alcuni gruppi considerano prevalente la coppia con il totale maggiore alla fine della mano. Se i totali sono uguali, distribuiscono una nuova mano. Altri prevedono una chiamata fuori durante la smazzata: chi dichiara correttamente di avere già raggiunto il traguardo interrompe il gioco, e non si arriva al conteggio completo delle dieci prese.

Il regolamento riportato da Pagat, nella pagina consultata l’11 settembre 2026, descrive la possibilità di fermare la mano dichiarando di avere raggiunto il punteggio stabilito con le prese già conquistate. Questa modalità non va trasformata in una regola valida per ogni tavolo. Se si gioca senza chiamata fuori, le dieci prese devono essere completate e il caso di parità oltre soglia va regolato prima della prima carta.

La scelta più chiara consiste nello scrivere o dire prima della distribuzione che, con punteggio complessivo identico oltre il traguardo, si prosegue fino alla prima mano che separa le coppie. In questo modo non serve inventare un criterio dopo il conteggio. La parità non è un difetto del tressette: è un caso di partita che richiede un accordo esplicito.

Paquet de cartes pose sur un tapis de jeu vert avec carnet ferme
Illustration générée par intelligence artificielle.

Come si controlla il punteggio delle carte quando le coppie sono in parità

Una contestazione sul pareggio nasce spesso da un conteggio abbreviato. Dire che una coppia ha “preso molti carichi” non basta. Le carte di valore devono essere ricostruite presa per presa, perché un asso dimenticato vale quanto tre figure e l’ultima presa può cambiare il risultato di un punto intero.

Il controllo parte dalle prese raccolte da ciascuna coppia. Gli assi si contano per primi. Seguono tre, due, re, cavalli e fanti, trasformati in terzi. Tre carte da un terzo formano un punto. Alla fine si aggiunge il punto dell’ultima presa alla coppia che l’ha conquistata. I due terzi residui non entrano nel punteggio della smazzata.

Elemento contato Valore in terzi Valore nel conteggio finale Controllo utile in caso di parità
Asso Tre terzi 1 punto Verificare in quale presa è stato raccolto
Tre, due, re, cavallo, fante Un terzo Tre carte formano 1 punto Contare tutte le figure e gli onori senza arrotondare prima
Ultima presa Tre terzi 1 punto Individuare chi ha aperto e chi ha preso la decima presa
Terzi residui Uno o due terzi Non assegnati Non trasformarli in un punto per pareggiare il totale

Si consideri una mano nella quale Nord-Sud raccolgono due assi, un tre, due re, un cavallo e un fante, oltre all’ultima presa. I due assi valgono sei terzi. Le cinque carte da un terzo valgono cinque terzi. L’ultima presa vale tre terzi. Il totale è quattordici terzi, cioè quattro punti interi e due terzi. Sul segnapunti Nord-Sud segnano quattro punti.

Est-Ovest, nella stessa mano, devono avere il resto dei valori. Poiché il totale delle carte e dell’ultima presa è undici punti e due terzi, raccolgono sei punti interi. Quattro più sei fa dieci, non undici, perché i due terzi rimasti sono eliminati. Questo passaggio viene spesso letto male: i due terzi non appartengono a una coppia in più rispetto all’altra, ma sono una frazione che non si trasforma in punto.

Il controllo più rapido consiste nel sommare i due punteggi interi segnati per la mano. Se il risultato non è 11, manca una carta di valore, è stato assegnato due volte il punto dell’ultima presa oppure un resto in terzi è stato trattato come punto intero. Prima di discutere il pareggio della partita, bisogna quindi verificare questo totale.

Le dichiarazioni di accuso richiedono un foglio separato. Napoletana, tre assi, tre due, tre tre e combinazioni più ampie incidono sul punteggio, ma il loro momento di dichiarazione e il loro valore possono seguire usanze diverse. La pagina di Pagat consultata l’11 settembre 2026 descrive dichiarazioni effettuate al termine della prima presa. In tavoli che limitano o escludono l’accuso, la parità va calcolata senza aggiungere punti che non erano ammessi all’avvio del gioco.

Il tabellone dovrebbe quindi mostrare due righe distinte: punti delle prese e punti delle dichiarazioni. Mescolare le due voci rende difficile capire se l’uguaglianza è reale o nasce da una dichiarazione contestata. Quando il conto è scritto in terzi prima dell’arrotondamento, una parità apparente lascia molto meno spazio alle interpretazioni.

Che cosa accade se entrambe le coppie raggiungono il traguardo della partita

Il caso più delicato non è la parità a metà partita, ma quello nel quale entrambe le coppie raggiungono il punteggio concordato dopo la stessa smazzata. Si può verificare quando il distacco iniziale è piccolo e la mano assegna abbastanza punti a entrambe le parti. Il tressette distribuisce undici punti interi tra le prese, ma non obbliga una partita a chiudersi con uno scarto sul tabellone.

Supponiamo una partita fissata a 21 punti. Nord-Sud iniziano la mano a 18, Est-Ovest a 19. La mano termina 6 a 5. Il nuovo punteggio è 24 a 24. Il traguardo è stato raggiunto da entrambe le coppie, e nessun totale è superiore all’altro. Se non era stata prevista la chiamata fuori, la soluzione più lineare è proseguire con una nuova smazzata, mantenendo 24 a 24 come base del punteggio.

Questa scelta ha un vantaggio pratico. Non costringe a cercare una presunta precedenza nella distribuzione, nell’ordine delle prese o nell’ultima carta calata. La decima presa assegna un punto alla coppia che la conquista, ma quel punto è già dentro il 6 a 5 della mano. Usarlo una seconda volta come spareggio significherebbe alterare il punteggio appena verificato.

Un’altra usanza attribuisce rilievo alla chiamata fuori. Chi, durante la mano, ritiene di avere già raggiunto il traguardo con le prese raccolte può fermare il gioco e dichiarare il proprio conteggio. Se il calcolo è corretto, quella dichiarazione determina la chiusura della partita. Se è errata, il tavolo che segue tale uso applica la conseguenza prevista dal proprio accordo, spesso favorevole all’altra coppia.

Questa procedura richiede precisione. Non basta sapere di avere preso due assi e alcune figure. Bisogna includere soltanto le prese già conquistate, aggiungere eventuali dichiarazioni valide secondo l’uso scelto e non assegnarsi il punto dell’ultima presa, perché la mano non è ancora terminata. Una chiamata fuori fatta con un punto presunto, ma non ancora acquisito, trasforma una verifica semplice in una discussione.

Pareggio e chiamata fuori durante il gioco

Il giocatore che intende chiamarsi fuori deve farlo quando la propria coppia ha già il totale necessario. Il compagno non può completare il ragionamento con carte ancora in mano, né si possono attribuire in anticipo prese che non sono state giocate. La dichiarazione riguarda il punteggio presente sul tavolo, non una previsione basata sulla forza delle carte rimaste.

Se avete scelto di giocare con questa facoltà, annotate prima della partita due elementi: il traguardo e l’effetto di una dichiarazione sbagliata. Alcuni tavoli non consentono alcuna interruzione e vogliono completare sempre le dieci prese. Altri la consentono, ma chiedono che il conteggio sia esposto subito. Le due impostazioni sono compatibili con il tressette, purché nessuna venga introdotta soltanto quando conviene a una coppia.

La tabella seguente separa le situazioni più frequenti. Non sostituisce l’accordo del tavolo, ma evita di confondere un pareggio nel punteggio corrente con un pareggio che riguarda la chiusura della partita.

Situazione Punteggio delle coppie Effetto sulla partita Accordo da verificare
Parità prima della mano 14 a 14 Si distribuisce normalmente Nessuno spareggio necessario
Parità sotto il traguardo 19 a 19 in una partita a 21 Si continua con una nuova mano Ordine del mazziere e rotazione
Entrambe oltre soglia e pari 24 a 24 in una partita a 21 Nuova smazzata fino alla separazione Spareggio concordato prima del gioco
Una coppia dichiara il traguardo durante la mano Conteggio delle prese già raccolte La mano può essere fermata nell’uso che lo ammette Validità della chiamata fuori

La parità oltre il traguardo non autorizza a cambiare le regole mentre le carte sono già state raccolte. La nuova smazzata è una soluzione trasparente perché rimette il risultato nelle dieci prese successive, senza correggere retroattivamente il conteggio appena concluso.

Una mano costruita per sciogliere la parità a 20 punti

La mano seguente è costruita per questa pagina e verificata carta per carta. Mostra una partita a 31 punti nella quale le coppie sono ferme sul 20 a 20. Non ci sono dichiarazioni di accuso. Nord-Sud raccolgono tutte le dieci prese e chiudono la mano con 11 punti, mentre Est-Ovest restano a zero. Il risultato finale diventa 31 a 20.

La distribuzione usa tutte le quaranta carte senza duplicazioni. Nord riceve tre, due, asso, re e sette di coppe; tre, due, asso, re e sette di denari. Sud riceve cavallo, fante, sei, cinque e quattro di coppe; cavallo, fante, sei, cinque e quattro di denari. Est riceve tre, due, asso, re e sette di spade; tre, due, asso, re e sette di bastoni. Ovest riceve cavallo, fante, sei, cinque e quattro di spade; cavallo, fante, sei, cinque e quattro di bastoni.

Nord apre la prima presa con il tre di coppe. Est, privo di coppe, gioca il sette di spade. Sud risponde con il quattro di coppe e Ovest, senza coppe, mette il quattro di spade. Nord prende con il tre di coppe. La presa dimostra una regola di base: chi non possiede il seme d’uscita può giocare una carta di qualsiasi altro seme, ma quella carta non supera il seme aperto.

  1. Nella prima presa Nord gioca tre di coppe, Est sette di spade, Sud quattro di coppe, Ovest quattro di spade. Prende Nord.
  2. Nella seconda presa Nord gioca due di coppe, Est tre di spade, Sud cavallo di coppe, Ovest cavallo di spade. Prende Nord.
  3. Nella terza presa Nord gioca asso di coppe, Est due di spade, Sud fante di coppe, Ovest fante di spade. Prende Nord.
  4. Nella quarta presa Nord gioca re di coppe, Est asso di spade, Sud sei di coppe, Ovest sei di spade. Prende Nord.
  5. Nella quinta presa Nord gioca sette di coppe, Est re di spade, Sud cinque di coppe, Ovest cinque di spade. Prende Nord.
  6. Nella sesta presa Nord gioca tre di denari, Est sette di bastoni, Sud quattro di denari, Ovest quattro di bastoni. Prende Nord.
  7. Nella settima presa Nord gioca due di denari, Est tre di bastoni, Sud cavallo di denari, Ovest cavallo di bastoni. Prende Nord.
  8. Nell’ottava presa Nord gioca asso di denari, Est due di bastoni, Sud fante di denari, Ovest fante di bastoni. Prende Nord.
  9. Nella nona presa Nord gioca re di denari, Est asso di bastoni, Sud sei di denari, Ovest sei di bastoni. Prende Nord.
  10. Nella decima presa Nord gioca sette di denari, Est re di bastoni, Sud cinque di denari, Ovest cinque di bastoni. Prende Nord.

Il conteggio è controllabile. Nord-Sud raccolgono quattro assi, per quattro punti. Raccolgono anche tutti i venti tre, due, re, cavalli e fanti del mazzo, equivalenti a venti terzi, cioè sei punti interi e due terzi. Alla decima presa aggiungono un punto. Il totale tecnico è undici punti e due terzi; sul segnapunti diventano 11 punti. Est-Ovest non raccolgono carte di valore né l’ultima presa.

La somma della mano è 11 a 0. Nord-Sud passano da 20 a 31 e raggiungono il traguardo fissato. In questa costruzione non esiste pareggio finale, ma la mano chiarisce il metodo da usare quando il tabellone è in parità: prima si ricostruiscono le prese, poi si contano terzi e assi, infine si aggiorna il risultato complessivo.

Una mano completa impedisce di attribuire il risultato alla sola impressione che una coppia avesse molte carte alte. Nel tressette la strategia comincia dal valore reale delle prese: un re preso o perso, un asso lasciato all’avversario e l’ultima presa cambiano il punteggio scritto, non soltanto la qualità apparente del gioco.

Quali accordi evitare prima di una partita di tressette in parità

Il modo più sicuro per evitare una discussione sul pareggio consiste nel fissare poche regole prima della prima distribuzione. Non serve trasformare una partita in un regolamento lungo. Serve invece rendere esplicite le scelte che possono cambiare la chiusura del gioco: punteggio-obiettivo, accuso, chiamata fuori e criterio applicato se le coppie hanno lo stesso totale oltre la soglia.

Il punteggio-obiettivo deve essere nominato con chiarezza. Una partita a 21 richiede una gestione diversa da una a 31 o a 41 soltanto nella durata, ma il momento nel quale si può chiudere cambia il comportamento al tavolo. Una coppia che è a 20 in una partita a 21 conta ogni presa in modo diverso da una coppia che è a 20 in una partita a 41.

L’accuso va definito prima di distribuire. La pagina di Pagat consultata l’11 settembre 2026 riporta, tra le combinazioni dichiarabili, quattro tre, quattro due o quattro assi per quattro punti; tre tre, tre due o tre assi per tre punti; la napoletana, composta da tre, due e asso dello stesso seme, per tre punti. Riporta anche la possibilità di usare una stessa carta in combinazioni compatibili. Tavoli diversi possono limitare queste dichiarazioni o imporre formule diverse per annunciarle.

Il punto non è scegliere un uso migliore di un altro. Il punto è evitare che una napoletana venga accettata quando favorisce una coppia e contestata nella mano seguente. Se il gioco è muto, cioè senza segnali e senza dichiarazioni convenute durante le prese, questa condizione deve essere rispettata dall’inizio alla fine. Busso, volo e striscio non possono essere introdotti dopo che una carta è stata calata.

Un accordo breve rende verificabile la partita

Prima del mazziere, le coppie possono limitarsi a concordare quattro frasi. Si gioca a un determinato punteggio. Si ammette oppure non si ammette l’accuso. Si permette oppure non si permette di chiamarsi fuori durante la mano. Se entrambe le coppie sono oltre il traguardo e pari, si continua con una nuova smazzata. Questo accordo è sufficiente per risolvere la maggior parte dei casi contestati.

Il pareggio non va confuso con una mano terminata 5 a 5. Con le sole prese ordinarie, il totale delle due coppie deve essere 11, quindi un risultato 5 a 5 segnala sempre un errore nel conteggio oppure una voce non registrata. Una mano può essere 5 a 6, 4 a 7, 8 a 3 o 11 a 0. Può invece esserci parità nel punteggio generale della partita, perché i risultati delle mani precedenti si accumulano.

La rotazione del mazziere merita attenzione quando si prosegue dopo una parità. La fonte citata descrive una distribuzione di dieci carte per giocatore, normalmente in gruppi di cinque, con passaggio del turno di distribuzione verso destra al termine della mano. Se si rende necessaria una mano ulteriore, il mazziere non resta lo stesso per convenienza: la rotazione continua come già previsto.

Nord, Est, Sud e Ovest possono anche usare un foglio semplice. Una colonna per Nord-Sud, una per Est-Ovest, una riga per ogni smazzata. Accanto al punteggio delle prese, una nota separata per l’accuso ammesso. Quando i totali coincidono, il foglio mostra se la parità è precedente alla mano, successiva alla mano o dovuta a una dichiarazione. Questa differenza cambia la decisione da prendere.

Alla prossima partita, prima di raccogliere le carte della decima presa, scrivete il risultato in terzi e controllate che il totale delle prese sia 11. Se il punteggio generale resta in parità, la nuova smazzata deve seguire l’accordo già fissato, non una regola inventata dopo il conteggio.

Nel tressette si può chiudere una partita in pareggio?

Sì, il punteggio generale può restare uguale. Se nessuna coppia ha raggiunto il traguardo concordato, si prosegue normalmente. Se entrambe le coppie sono oltre il traguardo e hanno lo stesso totale, il tavolo deve applicare il criterio deciso prima della partita, spesso una nuova smazzata.

Una mano di tressette può finire 5 a 5?

No, non con il solo punteggio delle prese. Assi, carte da un terzo e ultima presa producono undici punti interi complessivi dopo l’eliminazione dei terzi residui. Un 5 a 5 indica che manca un punto oppure che il conteggio è stato eseguito in modo errato.

Chi prende l’ultima presa ottiene un vantaggio in caso di parità?

L’ultima presa vale un punto e deve essere già inclusa nel conteggio della mano. Non costituisce automaticamente uno spareggio aggiuntivo per la partita. Usarla una seconda volta cambierebbe il valore delle carte già conteggiato.

La chiamata fuori risolve sempre il pareggio?

La chiamata fuori può chiudere la partita prima della decima presa soltanto se questa possibilità era ammessa dal tavolo e il conteggio dichiarato è corretto. Nei tavoli che completano sempre la smazzata, il pareggio si valuta solo dopo tutte le prese.