Nel tressette con accuso, la napoletana formata da tre, due e asso dello stesso palo vale 3 punti. Tre assi, tre due o tre tre valgono anch’essi 3 punti, mentre quattro carte uguali valgono 4 punti. Questi punti si aggiungono agli undici della smazzata secondo l’uso concordato prima di giocare.
- La napoletana riunisce tre, due e asso dello stesso seme.
- I tre onori sono tre assi, tre due oppure tre tre.
- I quattro onori portano quattro punti e sono chiamati stella in alcuni usi.
- Le accuse multiple si sommano quando le combinazioni sono realmente presenti nella stessa mano.
- Il momento della dichiarazione cambia tra tavoli, tornei e varianti del gioco di carte.
Questa pagina riguarda il tressette a coppie con quaranta carte da gioco, accuso e conteggio della smazzata. Non tratta il tressette a due, il traversone né le dichiarazioni di busso, volo e striscio, che richiedono accordi propri.
Fonte e usanza Seguono le combinazioni riportate nella documentazione di Pagat, consultata l’11 settembre 2026, e nelle descrizioni comparative disponibili su Ludopoli, consultata nella stessa data. Le fonti concordano sui valori di napoletana, tre onori e quattro onori, ma descrivono usi differenti sul tempo della dichiarazione e sulle informazioni che possono essere richieste.
Quali combinazioni valgono punti nell’accuso del tressette
L’accuso, chiamato anche buongioco o buon gioco, aggiunge punti al conto ordinario della mano. Il conto ordinario resta formato da assi, carichi, figure e ultima presa. Le combinazioni dichiarabili riguardano soltanto asso, due e tre, cioè le carte più alte nel normale ordine di presa del tressette.
La napoletana è la combinazione più immediata da riconoscere. Un giocatore possiede tre, due e asso dello stesso palo. Se le tre carte sono di coppe, si dichiara napoletana a coppe. Se sono di spade, si dichiara napoletana a spade. La combinazione vale tre punti aggiuntivi, indipendentemente dal fatto che quelle carte riescano poi a prendere tutte le prese previste.
I tre onori non dipendono dal palo, ma dal valore della carta. Tre assi in tre semi diversi costituiscono un buongioco da tre punti. Lo stesso criterio vale per tre due e per tre tre. Il palo assente viene spesso chiamato fagliante. La parola serve a indicare quale carta alta non è posseduta dal giocatore, ma non tutti gli usi permettono di chiederne apertamente il nome.
I quattro onori richiedono invece le quattro carte dello stesso valore. Quattro assi, quattro due oppure quattro tre formano un’accusa da quattro punti. In alcune tavole questa configurazione viene nominata stella. Il valore aggiuntivo di un punto rispetto ai tre onori è rilevante soprattutto quando la partita è vicina al punteggio concordato e la coppia deve rifare il conto presa dopo presa.
| Combinazione | Carte richieste | Punti di accuso | Informazione collegata | Fonte consultata |
|---|---|---|---|---|
| Napoletana | Tre, due e asso dello stesso palo | 3 punti | Il palo della combinazione | Pagat, 11 settembre 2026 |
| Tre onori | Tre assi, tre due o tre tre | 3 punti | Il palo fagliante secondo alcuni usi | Ludopoli, 11 settembre 2026 |
| Quattro onori | Quattro assi, quattro due o quattro tre | 4 punti | Talvolta chiamati stella | Pagat, 11 settembre 2026 |
Una stessa carta può entrare in più combinazioni. Questo è il punto che crea più facilmente discussioni al termine della mano. Il tre di coppe, per esempio, può far parte della napoletana a coppe e, nello stesso momento, del gruppo formato da tre tre. Non viene consumato da una dichiarazione e resta disponibile per l’altra.
La sovrapposizione non trasforma però ogni mano ricca di carichi in un’accusa. Servono sempre le combinazioni complete. Due assi e due tre non valgono nulla come buongioco. Tre carte dello stesso palo che non siano precisamente tre, due e asso non formano una napoletana. Il controllo va fatto carta per carta prima di dichiarare.
Questo sistema spiega perché le accuse modificano non solo il totale dei punti, ma anche le informazioni note alla coppia avversaria. Una napoletana dichiarata mostra che un palo contiene tre carte dominanti. Tre assi annunciati mostrano invece la distribuzione degli assi, senza dire automaticamente quali siano le scartine che accompagnano quei carichi.
Quando si dichiara l’accuso e quali usanze cambiano tra i tavoli
Nelle partite a quattro con coppie fisse, l’uso più diffuso nelle fonti consultate colloca la dichiarazione durante la prima presa. Chi possiede napoletana, tre onori o quattro onori parla quando arriva il proprio turno di giocare. Alcuni tavoli chiedono una dichiarazione immediata, altri consentono che l’informazione sia completata dopo la carta giocata.
La differenza non è soltanto formale. Dire subito napoletana a denari rende noto che tre, due e asso di denari sono concentrati nella mano di chi parla. Questo condiziona l’apertura del palo, la scelta delle scartine e la lettura delle carte del compagno. Ritardare la dichiarazione, quando l’uso locale lo consente, cambia quindi le informazioni disponibili durante la presa.
Le descrizioni raccolte da Pagat, consultate l’11 settembre 2026, indicano che l’accuso segue accordi locali. In alcune tavole è obbligatorio. In altre è facoltativo, e chi non lo dichiara rinuncia ai relativi punti. Prima della distribuzione è utile stabilire se l’accuso sia obbligatorio, se si possa chiedere il dettaglio della combinazione e fino a quale presa resti dichiarabile.
Un uso riportato da diverse guide permette a chi è di mano, dalla seconda presa in poi, di chiedere quale sia il buongioco annunciato. La domanda può riguardare il palo della napoletana oppure il fagliante di tre onori. In altri contesti il giocatore deve limitarsi a sapere che l’accuso esiste, senza ottenere ulteriori dettagli. Il secondo criterio conserva una parte maggiore dell’incertezza nella lettura della mano.
La bussata non coincide sempre con l’accuso
Nel linguaggio di alcune tavole la parola bussata indica anche il gesto di picchiettare il tavolo con le nocche. Il gesto può servire per comunicare un’informazione di gioco oppure per accompagnare la dichiarazione degli onori. Non conviene trattare i due significati come identici senza un accordo iniziale, perché il busso può riguardare il modo in cui il compagno deve rispondere nel palo aperto.
Il tressette giocato muto segue un’impostazione diversa. In quei tavoli non si fanno dichiarazioni verbali sulle carte possedute. La stessa distribuzione che, con accuso, darebbe tre punti e informazioni esplicite può essere giocata senza annunci. Non è una versione incompleta, ma un uso autonomo che cambia il valore informativo di ogni carta messa sul tavolo.
Nei tavoli che accettano l’accuso, la dichiarazione deve restare comprensibile e verificabile. Dire soltanto “buon gioco” può essere sufficiente dove gli accordi prevedono una richiesta successiva. Altrove occorre indicare subito la napoletana e il suo palo. Se avete stabilito l’uso più dettagliato, dichiarate “napoletana a coppe” oppure “tre due, fagliante coppe”, senza aggiungere indicazioni sulle carte minori.
La precisazione serve a evitare che una dichiarazione corretta nei punti diventi una comunicazione eccessiva. L’accuso mostra onori e combinazioni, non autorizza a descrivere tutta la mano. Le scartine, il numero di carte residue in altri pali e le intenzioni della coppia devono restare affidati alle carte giocate nella sequenza delle prese.
Una contestazione frequente nasce quando l’accuso viene ricordato dopo la prima presa. Se l’accordo prevede la prima presa come termine, la dichiarazione tardiva non entra nel conto. Se l’accordo locale consente un margine fino alla terza presa, occorre seguire quel limite dall’inizio alla fine. La regola applicabile è quella dichiarata prima della smazzata, non quella che favorisce una coppia dopo aver visto le prese.
Come si sommano napoletana, tre onori e accuse multiple
Le accuse multiple sono ammesse nelle descrizioni del tressette con accuso quando ogni combinazione è completa. I punti si sommano. La verifica deve essere fatta separando prima le carte per valore e poi le carte per palo. Questo doppio controllo evita di perdere una combinazione sovrapposta oppure di attribuire punti a una sequenza che non esiste.
Una mano con asso di coppe, due di coppe, tre di coppe, tre di denari e tre di bastoni contiene una napoletana a coppe e tre tre. Il totale dell’accuso è 6 punti. Il tre di coppe compare nei due gruppi, ma non viene contato due volte dentro la stessa combinazione. Serve una volta alla napoletana e una volta al gruppo dei tre onori.
Un caso più ricco comprende asso di coppe, due di coppe, tre di coppe, tre di denari, tre di bastoni, due di denari e due di spade. Qui sono presenti una napoletana a coppe, tre tre e tre due. Il totale è 9 punti. Le tre accuse restano distinte anche se il due e il tre di coppe appartengono alla napoletana.
Il controllo pratico delle combinazioni sovrapposte
- Riunite i tre, i due e gli assi per valore.
- Controllate se esistono gruppi da tre o da quattro carte uguali.
- Dividete poi le stesse carte per palo.
- Verificate ogni sequenza formata da tre, due e asso.
- Sommatene i valori senza escludere le carte già presenti in un altro gruppo.
Questa procedura chiarisce anche la differenza tra accuso individuale e accuso di coppia. Le combinazioni derivano dalle carte nella mano del singolo giocatore. Non si forma una napoletana unendo il tre del Nord con il due e l’asso del Sud. Allo stesso modo, due assi di un compagno e un asso dell’altro non costituiscono tre onori, salvo un accordo regionale esplicito che preveda una lettura diversa.
Le fonti divulgative non sono uniformi sul caso in cui un giocatore abbia tre onori e il compagno possieda la quarta carta dello stesso valore. Alcuni usi attribuiscono quattro punti alla coppia, altri riconoscono soltanto i tre punti dell’accuso posseduto dal singolo. Per una partita senza discussioni, questo dettaglio va stabilito insieme alla soglia della partita, che può essere 21, 31 oppure 41 punti.
La somma delle accuse può incidere molto sul risultato della smazzata, ma non sostituisce il normale conteggio delle carte prese. Gli undici punti della mano restano separati. Asso, tre, due, re, cavallo e fante conservano i loro valori ordinari, mentre l’ultima presa attribuisce il punto che rende intero il totale.
Quando una coppia dichiara due napoletane, gli avversari conoscono sei carte alte distribuite in due pali. Questo non basta per stabilire ogni presa futura. Restano sconosciuti i carichi del compagno, le carte faglianti e la quantità di scartine nei semi ancora chiusi. Le strategie di coppia devono quindi usare l’informazione dichiarata senza trasformarla in una previsione assoluta.
Il valore di una mano ricca di accuse dipende anche dalla sua capacità di fare prese. In numerosi usi, se una coppia non realizza alcun punto nella smazzata e subisce cappotto, l’accuso non viene attribuito. Poiché il trattamento del cappotto varia tra tavoli, il punteggio aggiuntivo va confermato prima di distribuire il mazzo napoletano.
Una mano costruita con napoletana e dieci prese controllate
Questa mano è costruita per mostrare una napoletana a coppe dichiarata dal Nord. Usa quaranta carte da gioco distribuite tra Nord, Est, Sud e Ovest, con dieci prese legali. Il conteggio è stato ricostruito il giorno 11 settembre 2026 e dimostra che gli undici punti della smazzata restano distinti dai tre punti dell’accuso.
Nord riceve tre, due, asso, sette e sei di coppe, re, cavallo, fante, sette e sei di denari. Sud riceve re, cavallo, fante, cinque e quattro di coppe, tre, due, asso, sette e sei di spade. Est riceve tre, due, asso, cinque e quattro di denari, re, cavallo, fante, sette e sei di bastoni. Ovest riceve tre, due, asso, cinque e quattro di bastoni, re, cavallo, fante, cinque e quattro di spade.
Alla prima presa Nord apre con il tre di coppe e dichiara napoletana a coppe. Sud risponde con re di coppe. Est, privo di coppe, gioca tre di denari. Ovest, anch’esso senza coppe, gioca tre di bastoni. Nord prende con il tre di coppe.
Alla seconda presa Nord gioca due di coppe, Sud cavallo di coppe, Est due di denari, Ovest due di bastoni. Nord conserva la presa. Alla terza prende ancora Nord con asso di coppe, davanti a fante di coppe del Sud, asso di denari dell’Est e asso di bastoni dell’Ovest.
Alla quarta presa Nord apre re di denari. Sud risponde cavallo di denari, Est mette tre di denari e Ovest, senza denari, re di bastoni. Est prende con il tre di denari. Alla quinta Est gioca due di denari, Ovest cavallo di bastoni, Nord cavallo di denari e Sud tre di spade. Est mantiene la presa.
Alla sesta Est apre asso di denari. Ovest risponde fante di bastoni, Nord fante di denari e Sud due di spade. Est prende con l’asso. Alla settima Est gioca cinque di denari, Ovest sette di bastoni, Nord sette di denari e Sud asso di spade. Nord prende con il sette di denari, perché è la carta più alta del palo di apertura tra quelle giocate.
All’ottava presa Nord conduce sei di denari, Sud sette di spade, Est quattro di denari e Ovest sei di bastoni. Nord prende. Alla nona Nord gioca sette di coppe, Sud cinque di coppe, Est cavallo di bastoni e Ovest cinque di bastoni. Nord prende con il sette di coppe. Alla decima Nord apre sei di coppe, Sud quattro di coppe, Est re di bastoni e Ovest quattro di bastoni. Nord prende l’ultima presa.
Nord e Sud raccolgono cinque punti e un terzo nelle carte, che diventano cinque punti nel conteggio dei terzi. L’ultima presa aggiunge un punto e porta la coppia a 6 punti. Est e Ovest raccolgono cinque punti e un terzo, che diventano cinque punti. Il totale della smazzata è quindi 6 più 5 uguale 11.
La napoletana del Nord aggiunge tre punti. Il risultato completo della mano costruita è Nord-Sud 9 punti ed Est-Ovest 5 punti. L’accuso non modifica la verifica fondamentale della smazzata, perché i punti delle carte e dell’ultima presa devono sempre fare undici prima dell’aggiunta delle dichiarazioni.
Come leggere l’accuso nelle strategie di coppia senza comunicare troppo
Una napoletana non garantisce da sola che la coppia raccolga tutte le carte di quel palo. Garantisce la presenza di tre, due e asso, che sono le tre carte più alte del seme. Per trasformare questa superiorità in prese, occorre capire quante carte del palo restano nelle mani avversarie e se il compagno possiede figure, scartine oppure un vuoto utile.
Nella mano costruita, il Nord apre subito con tre di coppe perché ha la napoletana completa e può controllare le prime tre prese di coppe. La scelta mostra un principio semplice. Quando la dichiarazione ha già reso noto il palo, giocare le carte dominanti permette di raccogliere le figure del compagno e di ridurre il rischio che gli avversari scartino carichi in altri semi.
Tre onori di tre richiedono una lettura diversa. Il giocatore possiede il comando iniziale in tre pali, ma non possiede automaticamente gli assi. Il tre prende, mentre l’asso attribuisce un punto. Se un compagno ha l’asso nello stesso palo e riesce a conservarlo fino al momento utile, la coppia può trasformare un’informazione dichiarata in una presa di valore.
Tre due sono più delicati. Il due è secondo soltanto al tre, ma un avversario che possiede il tre del palo può fermare la presa. Dichiarare tre due rivela che tre pali sono forti, non che siano dominati. Per questo le strategie basate su tre due dipendono molto dall’ordine delle aperture e dalla capacità del compagno di mostrare, attraverso le carte lecite, quale palo può sostenere.
Tre assi danno tre punti di accuso, ma ogni asso rischia di essere preso da un due o da un tre del medesimo seme. L’asso è il carico più prezioso nel conteggio, non nella gerarchia della presa. Chi ha tre assi deve quindi distinguere tra valore della carta e possibilità di difenderla. Un asso secondo, senza carte superiori già uscite, è esposto e non va trattato come se fosse sicuro.
Le informazioni concesse agli avversari
L’accuso è utile alla coppia che lo possiede, ma consegna anche dati agli avversari. Se Est dichiara tre tre, Nord e Sud sanno che il quarto tre è nella mano dell’Ovest oppure, se Est ha quattro tre, sanno che tutti i tre sono concentrati da Est. Questa conoscenza può indirizzare i pali da evitare e le carte minori da liberare quando manca il seme richiesto.
Una dichiarazione dettagliata può anche aiutare il compagno a non sprecare un carico. Se Sud conosce una napoletana del Nord a bastoni, può scegliere di non aprire inutilmente bastoni con una figura che il Nord è già in grado di sostenere. La scelta dipende comunque dalle carte residue. Non si può ricavare da un solo accuso la forma completa della mano del compagno.
La disciplina della coppia consiste nel rispettare l’accordo iniziale e nel non aggiungere messaggi fuori dalla dichiarazione consentita. Le carte giocate devono restare l’unico linguaggio della mano dopo l’accuso. Quando un tavolo gioca muto, la stessa prudenza diventa ancora più rigorosa e l’intera lettura passa dall’ordine dei pali, dalle prese e dai piombi.
Prima della prossima smazzata, controllate con il compagno tre elementi concreti. Stabilite se l’accuso è obbligatorio, precisate entro quale presa si dichiara e decidete se si può chiedere il palo della napoletana o il fagliante dei tre onori. Con questo accordo, il conto finale delle carte e dei punti resta leggibile per entrambe le coppie.
Quanto vale la napoletana nel tressette
La napoletana formata da tre, due e asso dello stesso palo vale 3 punti di accuso. Questi punti si aggiungono agli undici punti ordinari della smazzata.
Cosa sono i tre onori nel tressette
I tre onori sono tre assi, tre due oppure tre tre posseduti dallo stesso giocatore. Ogni gruppo completo vale 3 punti.
Quanto valgono quattro assi, quattro due o quattro tre
Quattro carte uguali tra assi, due e tre valgono 4 punti. In alcuni usi regionali questa dichiarazione è chiamata stella.
Una carta può contare sia per la napoletana sia per tre onori
Sì. Il tre di coppe può appartenere alla napoletana a coppe e contemporaneamente a un gruppo di tre tre. Le accuse complete si sommano.
Quando va dichiarato l’accuso
Nell’uso più diffuso del tressette a coppie si dichiara durante la prima presa, al proprio turno. Alcuni tavoli prevedono termini diversi, che devono essere concordati prima della distribuzione.
Le dossier complet Regole del tressette: carte, prese, punteggio e accuso

