Fonte e usanza. Questa pagina segue il conteggio classico di una smazzata a coppie, con undici punti complessivi fuori dall’accuso. Il foglio serve a separare i punti della mano dal totale della partita; soglia finale, dichiarazioni e segni vanno concordati prima della distribuzione.
Per segnare i punti del tressette su carta bastano due colonne, una riga per ogni smazzata e un controllo scritto in terzi. Si registrano i punti delle prese, il punto dell’ultima presa e gli eventuali punti dichiarati separatamente. Se il conto delle prese non porta a undici, prima di aggiornare il totale manca una verifica.
- Ogni smazzata contiene undici punti, accuso escluso.
- Asso vale un punto; tre, due e figure valgono un terzo.
- L’ultima presa aggiunge un punto intero alla coppia che la raccoglie.
- Il foglio distingue il risultato della mano dal punteggio accumulato nella partita.
- Le regole di casa su accuso, pareggio e traguardo vanno annotate prima della prima carta.
Qui il metodo riguarda il tressette classico in quattro, con due coppie contrapposte e quaranta carte distribuite. Non tratta il punteggio del ciapanò, del tressette col morto o di altre varianti, dove il foglio può richiedere colonne diverse.
Quale carta usare per segnare i punti del tressette senza confondere mano e partita
Un foglio piegato a metà è sufficiente, purché conservi una distinzione netta tra la smazzata, cioè le dieci prese giocate con tutte le carte distribuite, e la partita, cioè la somma progressiva delle smazzate. A sinistra si scrive Nord-Sud, a destra Est-Ovest. In alto si indica il traguardo deciso dal tavolo, per esempio ventuno, trentuno o quarantuno punti.
La soglia non modifica il valore delle carte. Cambia soltanto il momento in cui una coppia può chiamarsi fuori oppure il modo in cui si gestisce un arrivo simultaneo. Per questo il foglio deve riportare anche la formula scelta prima della distribuzione. La pagina sulla partita a 21, 31 o 41 punti mostra perché due tavoli possono usare lo stesso conteggio della mano e fermarsi in momenti differenti.
Le quattro righe che evitano il conto a memoria
La prima riga del segnapunti riporta il numero della smazzata. La seconda registra i punti ottenuti nelle prese. La terza conserva, separati, gli eventuali punti di accuso. La quarta aggiorna il totale della partita. Scrivere tutto sulla stessa riga sembra più rapido, ma rende difficile ricostruire una contestazione dopo tre o quattro mani.
| Smazzata | Prese Nord-Sud | Accuso Nord-Sud | Prese Est-Ovest | Accuso Est-Ovest | Totale progressivo |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 6 punti | 0 | 5 punti | 0 | Nord-Sud 6, Est-Ovest 5 |
| 2 | 4 punti | 3 punti | 7 punti | 0 | Nord-Sud 13, Est-Ovest 12 |
| 3 | 5 punti | 0 | 6 punti | 0 | Nord-Sud 18, Est-Ovest 18 |
Questo esempio non stabilisce un valore unico dell’accuso. Serve soltanto a mostrare la posizione corretta della voce sul foglio. Se una coppia dichiara una combinazione ammessa dal tavolo, quei punti non devono confondersi con gli undici punti disponibili nelle carte e nell’ultima presa. In caso contrario, la verifica della smazzata smette di funzionare.
Il sistema più leggibile conserva i terzi durante il conteggio. Si possono scrivere, per esempio, “quattro punti e due terzi” accanto a una coppia e “cinque punti e un terzo” accanto all’altra, prima di trasformare i gruppi completi di tre terzi in punti interi. I due terzi che restano complessivamente fuori dal calcolo non vengono assegnati. Così le prese, senza accuso, restituiscono undici punti interi.
Il mazziere non è obbligato a compilare il foglio. Può farlo un giocatore designato prima dell’inizio, oppure il compagno di chi distribuisce. Conta che la carta non venga aggiornata durante una presa ancora incerta. Si aspettano le quattro carte, si assegna la presa, poi si annota il risultato quando il seme e il vincitore sono chiari.
La distribuzione merita una riga iniziale soltanto quando il tavolo usa un ordine particolare o vuole tenere memoria di chi è di mano nella prima smazzata. Le modalità pratiche sono raccolte nella pagina sulla distribuzione delle carte nel tressette. Sul foglio dei punti non occorre invece annotare ogni singola carta, salvo quando si ricostruisce una mano per chiarire un errore.
Un foglio ordinato non decide quale uso sia migliore. Rende visibile ciò che il tavolo ha scelto e permette di verificare ogni passaggio senza affidarsi a ricordi discordanti.

Come contare i punti delle carte prima di riportarli sul foglio
Il conteggio del tressette richiede di tenere separate due scale. La prima decide chi prende la mano. La seconda attribuisce i punti. Nel seme di uscita il tre supera il due, l’asso e le figure, ma il suo valore è soltanto un terzo di punto. L’asso vale un punto intero, anche se nella presa viene dopo tre e due.
Per la gerarchia adottata in questa pagina si usano tre, due, asso, re, cavallo, fante, sette, sei, cinque e quattro. Chi è di mano apre un seme; gli altri rispondono a quel palo se possiedono una carta del palo stesso. Non esiste una carta che taglia da un seme differente. Se una posizione è priva del seme richiesto, può scartare, ma la carta scartata non prende.
Il valore scritto in terzi rende il controllo immediato
Le quattro carte più pesanti sono gli assi, per un totale di quattro punti. Ogni seme contiene poi cinque carte da un terzo, cioè tre, due, re, cavallo e fante. Le venti carte da un terzo formano sei punti e due terzi. A queste si aggiunge il punto dell’ultima presa. La somma teorica porta quindi a undici punti e due terzi; i due terzi residui non diventano un punto per nessuna coppia.
| Carta | Forza nel seme | Valore per il conteggio | Annotazione sul foglio |
|---|---|---|---|
| Tre | Prima | Un terzo | 1/3 |
| Due | Seconda | Un terzo | 1/3 |
| Asso | Terza | Un punto | 1 |
| Re, cavallo, fante | Dopo l’asso | Un terzo ciascuno | 1/3 ciascuno |
| Sette, sei, cinque, quattro | Parte bassa del seme | Zero | 0 |
| Ultima presa | Non è una carta | Un punto | 1 |
Quando una coppia raccoglie un asso, un tre e due figure, la presa vale un punto più un punto e un terzo, dunque due punti e un terzo. Non conviene arrotondare subito a due. Quell’errore produce spesso un totale finale superiore o inferiore a undici, anche quando ogni presa è stata attribuita alla coppia corretta.
La carta segnata serve anche per controllare i carichi persi. Se Est esce con re di coppe, Sud risponde con due di coppe, Ovest non ha coppe e lascia un asso di denari, mentre Nord gioca tre di coppe, Nord-Sud prende la presa. Il valore raccolto è re di coppe, due di coppe, asso di denari e tre di coppe, cioè due punti. L’asso di denari non ha potuto prendere, ma conserva il suo valore nel conteggio.
Questa distinzione è utile anche durante il gioco. Una presa con quattro carte basse può dare il comando della mano seguente, ma non modifica il foglio se non contiene punti. Una presa con un asso e tre terzi vale invece due punti, e merita una riga chiara quando si ricostruisce la smazzata.
Il punto dell’ultima presa va aggiunto soltanto dopo la decima presa. Segnarlo in anticipo, magari perché una coppia appare destinata a raccoglierla, espone a un errore nel finale. La guida dedicata all’ultima presa nel tressette aiuta a distinguere il suo valore nel gioco dal suo posto materiale nel conteggio.
Il conto in terzi non complica la partita. Trasforma una memoria approssimativa in una verifica che ogni posizione al tavolo può rifare carta per carta.
Come segnare una smazzata completa di tressette su carta
La mano seguente è costruita per questa pagina e verificata carta per carta. Mostra il caso più semplice per controllare il foglio, con Nord che raccoglie tutte le dieci prese a coppe. Non rappresenta un modello di condotta al tavolo; serve a rendere trasparente il metodo di conteggio e a mostrare dove scrivere il punto dell’ultima presa.
Distribuzione della mano costruita e sequenza delle dieci prese
Nord riceve tutte le coppe, Est tutti i denari, Sud tutte le spade e Ovest tutti i bastoni. In ogni presa Nord apre a coppe. Est, Sud e Ovest non possiedono coppe e scartano una carta del proprio seme. Nord mantiene il comando perché nessuno risponde al palo di uscita. Le quaranta carte sono presenti una sola volta.
| Presa | Nord | Est | Sud | Ovest | Coppia che raccoglie |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Tre di coppe | Tre di denari | Tre di spade | Tre di bastoni | Nord-Sud |
| 2 | Due di coppe | Due di denari | Due di spade | Due di bastoni | Nord-Sud |
| 3 | Asso di coppe | Asso di denari | Asso di spade | Asso di bastoni | Nord-Sud |
| 4 | Re di coppe | Re di denari | Re di spade | Re di bastoni | Nord-Sud |
| 5 | Cavallo di coppe | Cavallo di denari | Cavallo di spade | Cavallo di bastoni | Nord-Sud |
| 6 | Fante di coppe | Fante di denari | Fante di spade | Fante di bastoni | Nord-Sud |
| 7 | Sette di coppe | Sette di denari | Sette di spade | Sette di bastoni | Nord-Sud |
| 8 | Sei di coppe | Sei di denari | Sei di spade | Sei di bastoni | Nord-Sud |
| 9 | Cinque di coppe | Cinque di denari | Cinque di spade | Cinque di bastoni | Nord-Sud |
| 10 | Quattro di coppe | Quattro di denari | Quattro di spade | Quattro di bastoni | Nord-Sud |
Nord-Sud raccoglie quattro assi, pari a quattro punti. Raccoglie inoltre venti carte da un terzo, pari a sei punti e due terzi. La decima presa aggiunge un punto. Sul foglio si può scrivere prima “dieci punti e due terzi più ultima presa”, poi registrare undici punti per Nord-Sud e zero per Est-Ovest. I due terzi residui non si assegnano.
La distribuzione rende visibile un altro principio. Sud è compagno di Nord, ma non contribuisce a prendere con le spade, perché ogni carta di Sud è fuori dal seme di uscita. Questo non cambia l’attribuzione dei punti alla coppia. Ogni presa raccolta da Nord appartiene a Nord-Sud, anche se il compagno ha scartato una carta di valore.
Una mano reale presenta incroci più complessi, semi esauriti in tempi diversi e decisioni sulla protezione dei carichi. Il foglio resta però identico. Alla fine delle dieci prese si annotano prima i punti delle carte, poi il punto dell’ultima presa, poi gli eventuali punti dichiarati secondo l’accordo iniziale.
Quando il conto non torna, la ricostruzione deve partire dalle prese che contengono assi e terzi. Non si comincia dal totale. Si rilegge la sequenza, si attribuisce ogni carta alla coppia che ha raccolto la presa e soltanto dopo si rifà la somma. Le mani commentate di tressette possono essere usate nello stesso modo, fermando il gioco dopo ogni presa per verificare seme, vincitore e valore.
Questa mano costruita conserva un totale di undici fuori dall’accuso, quindi il suo foglio è controllabile anche senza conoscere le intenzioni di chi ha giocato le carte.
Come gestire accuso, pareggio e regole di tavolo nel conteggio scritto
Il foglio dei punti risolve il conteggio delle carte, ma non può decidere da solo quando un’accusa sia valida. Napoli, bongioco e altre dichiarazioni appartengono a usanze che cambiano tra tavoli. Alcuni gruppi ammettono l’accuso durante la prima presa, altri consentono soltanto un annuncio iniziale, altri ancora giocano senza dichiarazioni.
Per evitare che una discussione cada a partita iniziata, il foglio deve contenere una breve nota sopra le colonne. Si può scrivere “accuso ammesso nella prima presa” oppure “gioco muto, nessuna dichiarazione”. Non è una formalità. Stabilisce se una combinazione debba produrre una riga aggiuntiva oppure non esista nel conteggio della serata.
Accuso e punti delle prese devono restare separati
Se Nord dichiara una combinazione ammessa, il valore concordato viene scritto nella colonna dell’accuso. I punti ottenuti nelle dieci prese restano nella colonna delle prese. Il totale di queste ultime deve continuare a essere undici, indipendentemente da ciò che è stato dichiarato. Mescolare le due voci impedisce di capire se il problema sia nato dal gioco delle carte o dall’applicazione di un annuncio.
| Voce sul foglio | Quando si registra | Che cosa verifica | Uso che può differire |
|---|---|---|---|
| Punti delle prese | Dopo la decima presa | Somma di undici fuori dall’accuso | Nessuna variazione nel valore base delle carte adottato qui |
| Ultima presa | Con la decima presa | Un punto alla coppia che la raccoglie | Il nome usato al tavolo può cambiare |
| Accuso | Nel momento deciso prima della mano | Combinazione e valore previsti dall’accordo | Momento, combinazioni e valore |
| Pareggio | Quando le due coppie raggiungono la soglia | Regola scelta per la chiusura | Ripresa, prolungamento o altra soluzione concordata |
Il gioco muto merita una colonna vuota, non una correzione fatta dopo. Nei tavoli che escludono segnali e dichiarazioni, una carta giocata comunica soltanto ciò che mostra nella presa. Non si interpreta un gesto come busso, striscio o volo. La pagina sul tressette gioco dei muti tratta questa scelta come un uso completo, non come una versione ridotta.
Quando la partita arriva in parità, il segnapunti deve riportare la soluzione scelta. In alcuni gruppi si continua fino alla prima smazzata che separa le coppie; in altri vale una condizione fissata prima. Il punto non riguarda il totale di undici della mano, che resta identico. Riguarda il modo in cui si trasforma una successione di smazzate in una partita conclusa. La pagina sul pareggio nel tressette a coppie aiuta a scrivere questa clausola prima che serva.
Un esempio pratico chiarisce l’ordine. Nord-Sud ottiene cinque punti nelle prese, Est-Ovest sei. Nord dichiara poi un’accusa valida secondo l’accordo iniziale. Sul foglio non si riscrive la smazzata come “otto contro sei” nella colonna delle prese. Si mantengono cinque contro sei, poi si aggiunge il valore dell’accuso nella colonna dedicata e si aggiorna il totale della partita.
Scrivere l’uso scelto prima della prima carta protegge sia chi dichiara sia chi deve controllare il totale dopo la mano.
Quale metodo di carta usare durante tutta la partita di tressette
Un buon segnapunti non deve occupare il tavolo né rallentare le prese. Il metodo più pratico usa una sola facciata del foglio per la partita corrente e conserva sul retro le note decise all’inizio. Ogni riga corrisponde a una smazzata completa; non si accumulano segni sparsi accanto ai nomi delle coppie.
Prima di distribuire, si scrivono le coppie, il traguardo e le condizioni che possono modificare il totale. Durante il gioco si può segnare soltanto chi ha raccolto l’ultima presa o una dichiarazione effettuata nel momento previsto. Il conteggio dettagliato delle carte arriva alla fine della mano, quando tutte le quaranta carte sono uscite.
Un controllo finale in tre passaggi
- Si separano i quattro assi, le carte da un terzo e le carte senza valore raccolte dalle due coppie.
- Si sommano i terzi fino a ottenere punti interi e si aggiunge il punto dell’ultima presa.
- Si verifica che le due colonne delle prese facciano undici, poi si aggiungono gli eventuali punti di accuso.
Questo ordine evita due errori ricorrenti. Il primo è attribuire l’ultima presa alla coppia che aveva preso la precedente. Il secondo è convertire due terzi avanzati in un punto intero. Se il foglio mostra dodici o dieci punti nelle sole prese, non si corregge il totale a intuito. Si torna alle carte raccolte, soprattutto agli assi e alle figure.
Il metodo aiuta anche a leggere una contestazione sull’obbligo di rispondere al palo. Se una presa contiene una carta di un seme diverso giocata da una posizione che possedeva ancora il seme di uscita, il problema non è contabile ma regolamentare. Il valore della presa può dipendere da come il tavolo tratta l’errore. La pagina su non rispondere al palo nel tressette distingue l’errore di gioco dalla semplice scelta di scartare quando il palo è finito.
La carta può contenere anche una nota minima sul giocatore di mano nella smazzata successiva. Chi raccoglie la decima presa apre infatti la mano seguente, salvo diversa decisione presa prima. Non occorre trasformare il foglio in un verbale. Basta un piccolo segno accanto alla riga chiusa, utile quando si interrompe la partita e la si riprende più tardi.
Un caso frequente riguarda la coppia che raggiunge il traguardo a metà di una mano soltanto dopo l’aggiunta dell’accuso. Qui il foglio deve seguire l’accordo annotato. Alcuni tavoli consentono di chiamarsi fuori subito nel momento stabilito, altri richiedono di completare la smazzata. La differenza non può essere risolta dal conteggio delle carte, perché è una scelta preliminare della partita.
Il controllo del totale ha anche un valore didattico. Chi sta imparando non deve memorizzare ogni carta dal primo giorno. Può iniziare annotando assi, carte da un terzo e ultima presa. Dopo alcune smazzate, le carte che non danno punti smettono di apparire inutili, perché diventano strumenti per rispondere al seme, lasciare passare una presa o conservare un carico.
Alla prossima partita, tenete il foglio fino alla fine della decima presa e rifate il conto delle due colonne. Se le prese non sommano undici, non manca un’opinione: manca una carta da ritrovare nel conteggio.
Quanti punti ci sono in una smazzata di tressette?
Nelle prese ci sono undici punti complessivi. Gli assi valgono quattro punti in totale, le carte da un terzo formano sei punti e due terzi e l’ultima presa aggiunge un punto. I due terzi residui non vengono assegnati.
Come si segnano i terzi sul foglio?
Si possono annotare come 1/3 accanto alla coppia che raccoglie la presa. Tre terzi formano un punto intero. È preferibile non arrotondare ogni presa, ma trasformare i terzi soltanto al termine della smazzata.
L’accuso va scritto insieme ai punti delle carte?
No. L’accuso va tenuto in una colonna distinta, perché il controllo degli undici punti riguarda soltanto carte e ultima presa. Il momento e il valore della dichiarazione dipendono dall’uso concordato prima della partita.
Chi segna il punto dell’ultima presa?
Lo riceve la coppia che raccoglie la decima presa. Va aggiunto dopo avere verificato le carte contenute in tutte le prese, non prima.
Il dossier completo Regole del tressette: carte, prese, punteggio e accuso

