In una smazzata di tressette il mazzo assegna 11 punti: quattro assi valgono quattro punti, venti carte di valore valgono complessivamente sei punti e due terzi, l’ultima presa vale un punto. Con l’accuso il totale può superare 11, perché le combinazioni dichiarate aggiungono punti separati dal conto delle carte.
In breve
- Gli 11 punti del mazzo non cambiano con l’accuso.
- Tre, due, re, cavallo e fante valgono un terzo di punto; l’asso vale un punto.
- La coppia che conquista l’ultima presa riceve un punto intero.
- Una napoletana, composta da tre, due e asso dello stesso palo, può aggiungere tre punti secondo l’uso seguito.
- Il conteggio delle carte va tenuto distinto dai punti dichiarati con l’accuso.
Questa pagina riguarda il tressette a coppie con quaranta carte e dieci prese. Non tratta lo spizzichino, il terziglio, il tressette a perdere né le combinazioni previste da accordi non dichiarati prima della distribuzione.
Quanti punti può fare una coppia nel tressette con l’accuso
Il massimo ordinario di una smazzata è 11 punti. Questo valore deriva dal mazzo, non dal numero delle prese. Una coppia può conquistare tutte e dieci le prese, prendere ogni carta di valore e ottenere anche il punto dell’ultima presa. In quel caso arriva a 11 dopo l’arrotondamento per difetto dei terzi rimasti.
Con l’accuso il risultato scritto sul segnapunti può essere più alto. Se un giocatore possiede una combinazione riconosciuta al tavolo e la dichiara nel momento previsto, quei punti si sommano al conteggio della smazzata. Una napoletana, formata da tre, due e asso dello stesso seme, vale spesso tre punti. Tre assi, tre due oppure tre tre possono essere trattati allo stesso modo come buon gioco. Quattro assi, quattro due o quattro tre vengono spesso conteggiati per quattro punti.
La distinzione evita un errore frequente. Dire che una coppia ha fatto 14 punti in una mano con napoletana non significa che il mazzo abbia assegnato 14 punti di carte. Significa che la coppia ha ottenuto 11 punti dal mazzo e tre dall’accuso. Il controllo meccanico resta semplice: fuori dalle dichiarazioni, Nord-Sud ed Est-Ovest devono totalizzare 11.
L’accuso non deriva dal valore di presa. Il tre resta la carta più alta del palo, seguito da due e asso, ma la combinazione dichiarabile è un fatto distinto dalla presa. Un asso può dunque essere terzo nell’ordine di forza e valere un punto nel conteggio. Il re, il cavallo e il fante possono perdere contro l’asso, ma portano un terzo ciascuno se finiscono tra le carte della coppia.
La parola briscola può creare confusione in chi passa da un altro gioco di carte al tressette. Qui non esiste un palo dominante stabilito a inizio mano. Chi è di mano apre il palo della presa, gli altri rispondono se lo possiedono e la carta più alta di quel palo conquista la presa. Una carta giocata fuori palo non supera la carta d’apertura.
L’uso dell’accuso varia sul momento della dichiarazione, sulle combinazioni cumulabili e sugli effetti del cappotto. Per questo, prima della distribuzione, occorre fissare quale lettura vale. La pagina dedicata alle usanze regionali del tressette aiuta a separare le consuetudini locali dalle regole concordate per quella partita.

Come si formano gli 11 punti della smazzata
Il conteggio parte dalle quaranta carte distribuite. In una partita a quattro giocatori, ciascuno riceve dieci carte e le coppie siedono una di fronte all’altra. Le carte senza valore di punteggio sono sette, sei, cinque e quattro. Servono ugualmente a costruire le prese, a liberarsi di un palo e a comunicare entro i limiti dell’uso adottato, ma non aggiungono terzi al conto.
Le carte di valore devono essere contate con precisione. Ogni asso vale un punto intero. Il tre, il due, il re, il cavallo e il fante valgono un terzo di punto ciascuno. Nel mazzo ci sono quattro assi, per quattro punti, e venti carte da un terzo, per sei punti e due terzi. A queste si aggiunge il punto attribuito all’ultima presa. Il totale teorico è quindi undici punti e due terzi, ma i due terzi residui non vengono assegnati.
| Carta | Ordine nella presa | Valore nel punteggio | Carte presenti nel mazzo |
|---|---|---|---|
| Tre | Prima | Un terzo | Quattro |
| Due | Seconda | Un terzo | Quattro |
| Asso | Terza | Un punto | Quattro |
| Re, cavallo, fante | Dal quarto al sesto posto | Un terzo ciascuno | Dodici |
| Sette, sei, cinque, quattro | Dal settimo al decimo posto | Zero | Sedici |
Il punteggio non si arrotonda presa per presa. Si raccolgono prima tutti i terzi della coppia e solo alla fine si elimina la frazione non completa. Una coppia con cinque punti e due terzi scrive cinque; una coppia con cinque punti e un terzo scrive ugualmente cinque. Se l’altra coppia ha l’ultima presa, riceve comunque il suo punto intero.
Il modo più sicuro per ricontare una mano contestata è separare gli assi dalle figure e dagli onori di palo. Si possono mettere da una parte gli assi, dall’altra tre, due, re, cavallo e fante. Quindi si contano i terzi a gruppi di tre. Nove carte da un terzo valgono tre punti; dodici valgono quattro punti. Le carte residue da un terzo non diventano un punto senza raggiungere il gruppo di tre.
Le strategie di coppia cambiano proprio perché il valore di presa e il valore di punteggio non coincidono. Conservare un tre permette di controllare un palo, ma non dà più terzi di un fante. Al contrario, prendere un asso consegna un punto pieno. La lettura della mano deve tenere insieme entrambe le misure: forza immediata della carta e peso finale nel conto.
Quando il totale delle due coppie non fa 11, manca quasi sempre una delle tre verifiche. Può essere stato dimenticato il punto dell’ultima presa, può essere stata valutata una figura come un punto invece che come un terzo, oppure i terzi sono stati arrotondati separatamente. L’accuso non entra in questo controllo, perché segue un registro distinto.
Quando l’accuso aumenta il massimo della mano
L’accuso è una dichiarazione basata sulle carte iniziali di un giocatore. Non nasce dalle carte prese durante la smazzata e non può essere ricostruito a posteriori soltanto perché una coppia ha raccolto tre, due e asso dello stesso palo. Per dichiarare una napoletana, quelle tre carte devono essere nella mano dello stesso giocatore al momento previsto dall’uso della tavola.
La combinazione più nota è la napoletana, detta anche Napoli. Riunisce tre, due e asso dello stesso seme e viene spesso contata tre punti. Il buon gioco indica invece tre carte uguali per valore tra assi, due o tre, purché appartengano a semi diversi. Il superbongioco, talvolta chiamato stella, raccoglie tutte e quattro le carte dello stesso valore e viene spesso segnato per quattro punti.
Non tutte le tavole ammettono le stesse dichiarazioni. Alcune consentono l’accuso soltanto durante la prima presa, altre chiedono che sia annunciato prima della prima carta giocata, altre ancora giocano mute e non prevedono dichiarazioni. Una combinazione valida in una tavola può quindi non produrre alcun punto in un’altra. Questo non rende errata una delle due letture: cambia l’accordo iniziale.
La regola pratica da seguire è più severa di quanto sembri. Non basta possedere le carte; bisogna dichiararle nel tempo stabilito. Un’accusa tardiva non può essere inserita dopo che la mano ha rivelato parte delle informazioni utili. Chi scopre la combinazione alla quarta presa, ma gioca secondo un uso che limita la dichiarazione alla prima, conta soltanto i punti delle carte raccolte.
La pagina su quando l’accuso non è valido distingue i casi in cui manca la combinazione da quelli in cui la combinazione c’è, ma viene dichiarata fuori tempo. Sono due contestazioni diverse. Nel primo caso manca il requisito delle carte; nel secondo manca il requisito del momento.
Perché i punti dell’accuso non sostituiscono quelli del mazzo
Una napoletana non trasforma il tre, il due e l’asso in carte dal valore diverso. Quelle stesse carte conservano il loro valore ordinario nelle prese e nel conteggio finale. Se una coppia prende tre, due e asso di coppe, raccoglie un punto e due terzi dalle carte. Se il giocatore che li possedeva ha dichiarato una napoletana valida, alla coppia si aggiungono tre punti di accuso.
Questo doppio binario spiega il massimo. Il mazzo resta fermo a 11 punti attribuibili dopo l’arrotondamento. L’accuso può portare la cifra annotata oltre 11, secondo le combinazioni riconosciute e le eventuali cumulabilità concordate. Una mano con 11 punti di carte e una napoletana arriva quindi a 14 punti complessivi.
Il cappotto richiede un controllo separato, perché alcune tavole collegano il suo effetto agli accusi della coppia avversaria. Altre non lo fanno, oppure non adottano affatto il cappotto. La pagina sul valore del cappotto nel tressette va letta insieme all’accordo di partita, senza estendere un uso locale a ogni tavolo.
Prima di iniziare, la coppia deve sapere se l’accuso è ammesso, quale combinazione viene conteggiata, quando viene dichiarata e se più combinazioni nella stessa mano si sommano. Questa breve verifica impedisce che il segnapunti diventi una discussione sulla memoria anziché un controllo delle carte.
Esempio completo di smazzata con 11 punti e napoletana
La mano seguente è costruita per mostrare la differenza tra i punti del mazzo e quelli dell’accuso. Le quaranta carte sono distribuite una sola volta, dieci per posto. Nord e Sud formano una coppia, Est e Ovest l’altra. Nord possiede tre, due e asso di coppe e dichiara una napoletana da tre punti secondo l’uso adottato in questo esempio.
| Posto | Carte ricevute | Dichiarazione |
|---|---|---|
| Nord | Tre, due, asso, re e sette di coppe; tre, due, asso, re e sette di denari | Napoletana a coppe |
| Est | Cavallo, fante, sei, cinque e quattro di coppe; cavallo, fante, sei, cinque e quattro di denari | Nessuna |
| Sud | Tre, due, asso, re e sette di spade; tre, due, asso, re e sette di bastoni | Nessuna |
| Ovest | Cavallo, fante, sei, cinque e quattro di spade; cavallo, fante, sei, cinque e quattro di bastoni | Nessuna |
Nord è di mano. Alla prima presa apre con il tre di coppe; Est risponde con il cavallo di coppe, Sud con il sette di spade e Ovest con il cavallo di spade. Nord prende con il tre di coppe, che è la carta più alta del palo aperto. Sud e Ovest non possiedono coppe e possono scartare una carta di altro palo, ma non possono prendere.
Alla seconda presa Nord gioca il due di coppe. Est risponde con il fante di coppe, Sud con il due di spade e Ovest con il fante di spade. Nord conquista ancora la presa. Alla terza presa Nord presenta l’asso di coppe, Est mette il sei di coppe, Sud l’asso di spade e Ovest il sei di spade. L’asso di coppe prevale sul sei di coppe, mentre le carte fuori palo non partecipano al confronto.
La quarta e la quinta presa completano il palo. Nord gioca re di coppe e poi sette di coppe; Est risponde rispettivamente con cinque e quattro di coppe; Sud e Ovest scartano carte di spade. Nord ha così esaurito le coppe e conserva soltanto denari. Est ha esaurito a sua volta il palo di coppe, ma il suo ordine di gioco non cambia.
Alla sesta presa Nord apre con il tre di denari. Est risponde con il cavallo di denari, Sud con il sette di bastoni e Ovest con il cavallo di bastoni. Nord prende. Seguono il due di denari alla settima presa, l’asso di denari all’ottava, il re di denari alla nona e il sette di denari alla decima. Est risponde ogni volta con le proprie denari residue; Sud e Ovest completano con bastoni.
| Presa | Carta di Nord | Carta di Est | Carta di Sud | Carta di Ovest | Chi prende |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Tre di coppe | Cavallo di coppe | Sette di spade | Cavallo di spade | Nord |
| 2 | Due di coppe | Fante di coppe | Due di spade | Fante di spade | Nord |
| 3 | Asso di coppe | Sei di coppe | Asso di spade | Sei di spade | Nord |
| 4 | Re di coppe | Cinque di coppe | Re di spade | Cinque di spade | Nord |
| 5 | Sette di coppe | Quattro di coppe | Tre di spade | Quattro di spade | Nord |
| 6 | Tre di denari | Cavallo di denari | Sette di bastoni | Cavallo di bastoni | Nord |
| 7 | Due di denari | Fante di denari | Due di bastoni | Fante di bastoni | Nord |
| 8 | Asso di denari | Sei di denari | Asso di bastoni | Sei di bastoni | Nord |
| 9 | Re di denari | Cinque di denari | Re di bastoni | Cinque di bastoni | Nord |
| 10 | Sette di denari | Quattro di denari | Tre di bastoni | Quattro di bastoni | Nord |
Nord-Sud raccolgono tutti gli assi, pari a quattro punti. Raccolgono anche tutti i tre, i due, i re, i cavalli e i fanti, pari a sei punti e due terzi. L’ultima presa vale un altro punto. Il conto delle carte è quindi undici punti dopo l’eliminazione dei due terzi. Est-Ovest non raccolgono carte e restano a zero.
Alla cifra di 11 si aggiungono i tre punti della napoletana dichiarata da Nord. Il risultato della mano è 14 punti per Nord-Sud, di cui 11 provengono dal mazzo e tre dall’accuso. La mano dimostra un solo principio: l’accuso aumenta il risultato annotato, ma non modifica il totale ordinario delle carte.
Come controllare il punteggio prima di chiamarsi fuori
La chiamata fuori riguarda il punteggio complessivo della partita, non il solo valore della smazzata in corso. Può essere prevista quando una coppia ritiene di aver raggiunto la soglia stabilita prima dell’inizio. Per farlo correttamente, bisogna conoscere il punteggio accumulato nelle mani precedenti, aggiungere la mano corrente e distinguere con ordine gli eventuali punti d’accuso.
Il controllo parte dalle prese. Si raccolgono gli assi, si contano i terzi e si attribuisce il punto dell’ultima presa. Solo dopo si controllano le dichiarazioni valide. Annotare prima un accuso e poi cercare di ricostruire le carte aumenta il rischio di sommare due volte lo stesso elemento o di assegnare un terzo alla carta sbagliata.
Un metodo di conteggio che lascia traccia della mano
Un foglio di partita chiaro può riportare tre righe per ogni smazzata. La prima contiene i punti delle carte, la seconda il punto dell’ultima presa, la terza gli accusi dichiarati. Nord-Sud ed Est-Ovest possono così verificare insieme ogni passaggio senza confondere il risultato del mazzo con le combinazioni iniziali.
- Si contano gli assi della coppia e si scrivono come punti interi.
- Si riuniscono tre, due, re, cavallo e fante, convertendo tre carte in un punto.
- Si assegna il punto dell’ultima presa alla coppia che l’ha conquistata.
- Si eliminano i terzi non completi e si verifica che le due coppie facciano 11.
- Si aggiungono soltanto gli accusi dichiarati nel momento concordato.
La verifica diventa particolarmente utile nelle mani con molte carte di valore divise tra le coppie. Se Nord-Sud hanno sei punti e un terzo nelle carte e Est-Ovest quattro punti e un terzo, le due frazioni non devono sparire separatamente prima del controllo. Sommate fanno due terzi, che restano fuori dal punteggio; aggiungendo il punto dell’ultima presa il totale registrato resta 11.
Un altro errore nasce dall’ultima presa. Non vale un terzo e non dipende dalle carte contenute nella presa. Vale un punto intero per la coppia che conquista la decima. Anche una presa formata da sette, sei, cinque e quattro porta quel punto aggiuntivo. Per questo il finale merita attenzione anche quando le carte rimaste sembrano prive di valore.
La mano costruita mostra anche perché le strategie non possono essere ridotte alla ricerca di una sola carta alta. Nord controlla i pali di coppe e denari, ma Sud conserva assi e onori in spade e bastoni che diventano punti soltanto perché la coppia raccoglie l’intero mazzo. In una distribuzione ordinaria, il compagno deve aiutare a proteggere le carte di valore e a evitare che gli assi restino esposti.
Alla prossima partita, il controllo più utile consiste nel riscrivere il conto in terzi prima di aggiungere l’accuso. Se il totale delle carte delle due coppie non restituisce 11, la correzione va fatta sulle prese prima di discutere la dichiarazione.
Qual è il massimo dei punti delle sole carte nel tressette?
Le carte e il punto dell’ultima presa assegnano complessivamente 11 punti dopo l’arrotondamento per difetto dei terzi residui.
Con una napoletana si possono superare 11 punti?
Sì. Se la napoletana è ammessa e dichiarata nel momento previsto, i suoi tre punti si aggiungono agli 11 punti ordinari della smazzata.
L’asso è la carta più alta nella presa?
No. Nell’ordine di presa il tre supera il due, e il due supera l’asso. Nel punteggio, però, l’asso vale un punto intero.
Quando si contano i punti dell’accuso?
Si controllano dopo il conteggio delle prese, ma soltanto se la combinazione era nelle carte iniziali ed è stata dichiarata secondo l’accordo di tavolo.
Il dossier completo Regole del tressette: carte, prese, punteggio e accuso

