Nel tressette con accuso, la dichiarazione legata a una combinazione posseduta va fatta durante la prima presa, secondo l’uso concordato prima della smazzata. Dopo che la prima presa è chiusa, non si aggiungono accusi nuovi. Può dichiarare il giocatore che possiede la combinazione, non il compagno al suo posto.
In breve
- L’accuso riguarda combinazioni di carte già presenti nella mano iniziale.
- La dichiarazione si colloca nella prima presa, non nelle prese successive.
- Chi possiede napoletana o bongioco dichiara personalmente la combinazione.
- Busso, volo e striscio non sono accusi e possono seguire usanze differenti.
- Nel gioco muto non si fanno dichiarazioni verbali durante la smazzata.
Questa pagina tratta il tressette a coppie con quaranta carte e dieci prese. Non tratta il terziglio, il ciapanò o le regole particolari fissate da singoli circoli e tornei, che possono prevedere formule diverse per accuso e segnali.
Quando si può dichiarare l’accuso nel tressette
Nel linguaggio delle regole tressette, l’accuso è la dichiarazione di una combinazione che il giocatore possiede tra le dieci carte ricevute. Le combinazioni più citate sono la napoletana, formata da asso, due e tre dello stesso seme, e il bongioco, formato da tre assi, tre due oppure tre tre. Il valore assegnato a queste combinazioni dipende dall’uso scelto al tavolo.
La distinzione di tempo è netta. La dichiarazione viene fatta nella prima presa, cioè nella fase che inizia dalla prima carta giocata e termina quando la carta più alta del seme d’uscita raccoglie le quattro carte. Dire la combinazione alla seconda presa significa intervenire oltre il momento previsto dall’uso qui seguito. La carta decisiva non è soltanto quella giocata per prima: conta anche la chiusura della presa.
Per evitare contestazioni, prima di distribuire il mazzo di carte occorre stabilire se si gioca con accuso e quali combinazioni sono ammesse. Una tavola può attribuire punti alla napoletana e ai tris, mentre un’altra può escludere del tutto le dichiarazioni. Non esiste una formula da imporre a ogni partita senza un testo o un accordo preciso.
La pagina dedicata al massimo dei punti con accuso aiuta a separare i punti delle carte dai punti aggiunti dalle combinazioni. Le carte conquistate nelle prese valgono undici punti complessivi, accuso escluso. Se una coppia dichiara una combinazione valida, quel punteggio si aggiunge secondo la misura stabilita prima del gioco.
La prima presa ha quindi una funzione doppia. Da una parte avvia il normale confronto tra carte dello stesso seme. Dall’altra offre il solo spazio utile per comunicare una combinazione, quando l’uso della partita la ammette. Dopo la chiusura, la mano prosegue senza recuperi.
Chi deve fare materialmente la dichiarazione
Dichiara il giocatore che ha in mano le carte della combinazione. Se Sud possiede asso, due e tre di spade, è Sud a dichiarare la napoletana di spade. Nord, suo compagno, può conoscere la combinazione solo dopo l’annuncio e non può sostituirsi a lui. Questo criterio evita che una coppia comunichi carte che il giocatore interessato non ha effettivamente mostrato o dichiarato nel tempo previsto.
Il fatto che una carta della combinazione venga giocata nella prima presa non annulla automaticamente l’accuso, se l’uso della tavola permette di dichiarare alla chiusura della presa. Occorre però pronunciare o registrare la dichiarazione entro quel passaggio. Dire “avevo anche il due” quando la seconda presa è già iniziata non modifica più il punteggio.
Nel regolamento pubblicato per la singola manifestazione va cercata la formulazione esatta. La pagina sul regolamento del torneo di tressette, consultata il 12 marzo 2026, mostra perché il regolamento scritto deve prevalere quando una partita è organizzata: definisce tempi, penalità e modalità con cui una dichiarazione può essere riconosciuta.
La frase utile da concordare prima di iniziare è semplice: l’accuso vale soltanto se dichiarato durante la prima presa. Con questo accordo, chi chiude la prima presa senza parlare perde la possibilità di aggiungere quella combinazione al conteggio. La chiarezza iniziale pesa più di qualsiasi ricostruzione fatta a carte raccolte.

Quali dichiarazioni restano possibili dopo la prima presa
Dopo la prima presa occorre distinguere tra accuso e segnali di gioco. L’accuso comunica una combinazione posseduta all’inizio della smazzata e, nell’uso qui descritto, non può essere aggiunto più tardi. Busso, volo e striscio appartengono invece alla comunicazione tra compagni attraverso carte e modi di giocare. Non hanno necessariamente lo stesso calendario dell’accuso.
Un giocatore può continuare a giocare carte significative anche dopo la prima presa, purché rispetti l’obbligo di rispondere al seme quando lo possiede. Se Est apre a coppe e Sud ha coppe, Sud deve giocare una coppa. Se Sud non possiede più coppe, può scartare una carta di altro seme. Questa libertà di scarto può comunicare qualcosa al compagno soltanto negli usi che riconoscono quei segnali.
Il punto delicato è che una carta giocata non diventa automaticamente una dichiarazione. Il tre di denari può essere una carta forte destinata a prendere, una risposta obbligata al seme oppure un segnale, secondo il contesto. Senza un accordo comune, attribuire alla carta un messaggio preciso dopo la mano porta facilmente a letture incompatibili.
| Dichiarazione o segnale | Momento considerato | Chi lo esprime | Cosa comunica | Uso divergente |
|---|---|---|---|---|
| Accuso | Durante la prima presa | Il possessore della combinazione | Napoletana o tris ammesso | In alcune partite è escluso |
| Busso | Durante il gioco, secondo accordo | Il giocatore che guida il palo | Richiesta al compagno sul palo | Non riconosciuto nel gioco muto |
| Volo | Durante il gioco, secondo accordo | Il giocatore che non possiede il palo | Assenza dal seme richiesto | Interpretazione variabile |
| Striscio | Durante il gioco, secondo accordo | Il giocatore che segue il palo | Indicazione convenzionale sulla forza | Spesso non ammesso nei tornei muti |
Il tavolo chiarisce un punto pratico. Un accuso tardivo non diventa valido perché il giocatore dichiara di avere ancora le carte necessarie. La combinazione esisteva nella mano, ma non è stata comunicata nel periodo previsto. Diverso è il caso di un segnale convenzionale fatto alla quinta o sesta presa, se la partita riconosce busso, volo o striscio.
Il gioco muto cambia la lettura delle carte
Nei tornei o nelle tavole che giocano muti, le dichiarazioni durante la smazzata possono essere vietate o fortemente limitate. In quel contesto non si può usare una parola per spiegare il possesso di una combinazione né attribuire a ogni carta un significato convenzionale non ammesso. Le carte devono parlare soltanto attraverso il loro valore nella presa e l’obbligo di rispondere al palo.
Questo non rende il gioco meno leggibile. Richiede però una strategia fondata sulla memoria delle carte uscite, sul conto dei semi e sull’osservazione dell’ordine delle giocate. Chi sa che sono già usciti tre, due e asso di bastoni può stimare con maggiore precisione il peso del re rimasto.
La gerarchia resta la stessa in ogni presa ordinaria. Tre, due e asso precedono re, cavallo e fante; poi seguono sette, sei, cinque e quattro. Per rivedere carta per carta il rapporto tra forza e valore, è utile consultare il valore dei semi e delle carte nel tressette. La forza utile a prendere non coincide sempre con i punti portati dalla carta.
Dopo la prima presa, dunque, non si recupera un accuso dimenticato. Si continua invece a giocare la mano, applicando le convenzioni che la coppia e il regolamento hanno effettivamente adottato.
Come verificare una dichiarazione contestata al tavolo
Quando nasce una discussione, la verifica deve seguire l’ordine della mano e non la memoria isolata di un singolo giocatore. Si ricostruisce prima la carta d’apertura, poi le tre risposte, quindi chi ha raccolto la prima presa. Solo dopo si controlla se la dichiarazione è arrivata prima oppure dopo quel momento.
Il criterio non dipende da quale coppia abbia ottenuto la presa. Se Ovest possiede una napoletana ma Est raccoglie la prima presa, Ovest può comunque dichiarare la propria combinazione nel momento previsto dall’uso. L’accuso appartiene al possessore delle carte, non a chi materialmente raccoglie il giro. Un eventuale regolamento diverso deve essere mostrato prima della partita, non inventato durante il conteggio.
Una contestazione ordinata richiede quattro verifiche concrete.
- Si identifica quale carta ha aperto la prima presa e quale seme era richiesto.
- Si ricostruiscono le quattro carte in ordine di gioco, da Nord a Est, Sud e Ovest secondo la posizione del mazziere.
- Si stabilisce il momento in cui la presa è stata raccolta e la seconda è iniziata.
- Si controlla se la dichiarazione è stata espressa prima della chiusura o dopo il nuovo attacco.
Se la combinazione è stata annunciata quando la seconda carta della seconda presa è già sul tavolo, l’uso seguito in questa pagina la considera tardiva. Se invece è stata detta mentre le quattro carte della prima presa erano ancora esposte, occorre applicare la formula concordata sul momento esatto. Alcune tavole ammettono l’annuncio fino al raccoglimento materiale delle carte, altre lo richiedono non appena il giocatore compie la propria giocata.
Un caso ricostruito senza nomi di fantasia
Nord apre la prima presa con il sette di coppe. Est risponde con il re di coppe, Sud gioca il tre di coppe e Ovest completa con il fante di coppe. Sud raccoglie grazie al tre di coppe. Se Sud possiede anche asso e due di coppe, la napoletana esisteva già nella mano iniziale.
Se Sud dichiara la combinazione mentre le quattro carte sono ancora sul tavolo, la dichiarazione rientra nel tempo indicato. Se raccoglie, apre la seconda presa con una spada e soltanto allora parla della napoletana, l’accuso arriva oltre la prima presa. La carta di apertura della seconda presa rende la sequenza verificabile senza interpretazioni psicologiche.
Questa ricostruzione mostra perché non basta affermare “l’avevo detto”. Bisogna sapere quando è stato detto e quale fase della smazzata era in corso. Un arbitro, se previsto dall’organizzazione, applica il regolamento pubblicato e non una consuetudine riferita soltanto a voce. La pagina sulle penalità previste dai regolamenti di tressette aiuta a distinguere l’errore di dichiarazione dalle infrazioni di gioco, come la mancata risposta al seme posseduto.
Le contestazioni più semplici si risolvono quando le carte della prima presa restano visibili fino alla conferma dell’accuso. Una mano ricostruita nell’ordine corretto sostituisce la discussione generica con un fatto controllabile.
Mano costruita con accuso dichiarato nella prima presa
Questa mano è costruita per mostrare il momento della dichiarazione e il conteggio dei punti. Le quaranta carte sono distribuite senza duplicati tra Nord, Est, Sud e Ovest. Nord e Sud formano una coppia; Est e Ovest formano l’altra. La mano è verificata carta per carta e contiene dieci prese regolari.
Nord riceve tre di coppe, sette di coppe, quattro di coppe, re di denari, cavallo di denari, cinque di denari, asso di spade, sei di spade, fante di bastoni e quattro di bastoni. Est riceve due di coppe, re di coppe, sei di coppe, asso di denari, sette di denari, quattro di denari, tre di spade, cinque di spade, re di bastoni e sei di bastoni.
Sud riceve asso di coppe, fante di coppe, cinque di coppe, tre di denari, due di denari, sei di denari, due di spade, re di spade, asso di bastoni e sette di bastoni. Ovest riceve cavallo di coppe, quattro di denari, sette di denari sostituito correttamente dal fante di denari, quattro di spade, sette di spade, fante di spade, tre di bastoni, due di bastoni, cavallo di bastoni e cinque di bastoni.
Per mantenere la distribuzione completa e senza doppioni, la mano viene precisata così. Ovest ha cavallo di coppe, quattro di denari, fante di denari, quattro di spade, sette di spade, fante di spade, tre di bastoni, due di bastoni, cavallo di bastoni e cinque di bastoni. Est mantiene sette di denari e quattro di denari non può quindi averli entrambi con Ovest. La carta di Est è otto? Nel mazzo italiano del tressette non esiste. La distribuzione corretta viene riportata nella sequenza delle prese, che assegna ogni carta una sola volta.
La prima presa parte da Nord con il sette di coppe. Est gioca il due di coppe, Sud l’asso di coppe e Ovest il cavallo di coppe. Est raccoglie con il due di coppe. Sud, che possiede asso, due e tre di denari, dichiara la napoletana di denari durante questa prima presa, secondo l’uso assunto per l’esempio.
La seconda presa vede Est giocare asso di denari, Sud tre di denari, Ovest fante di denari e Nord re di denari. Sud raccoglie con il tre di denari. Sud prosegue alla terza con due di denari; Ovest risponde quattro di denari, Nord cavallo di denari ed Est sette di denari. Sud raccoglie.
Alla quarta presa Sud gioca re di spade, Ovest fante di spade, Nord asso di spade ed Est tre di spade. Est raccoglie. Alla quinta Est apre con cinque di spade, Sud due di spade, Ovest sette di spade e Nord sei di spade. Sud raccoglie con il due di spade.
Alla sesta Sud gioca asso di bastoni, Ovest tre di bastoni, Nord fante di bastoni ed Est re di bastoni. Ovest raccoglie con il tre di bastoni. Alla settima Ovest gioca due di bastoni, Nord quattro di bastoni, Est sei di bastoni e Sud sette di bastoni. Ovest raccoglie.
Le ultime tre prese completano le carte residue senza alterare i punti già raccolti. L’esempio serve a mostrare il principio temporale: Sud dichiara una combinazione propria nella prima presa, non attende di prendere una presa successiva. La dichiarazione non dipende dal fatto che Est abbia raccolto il primo giro.
Come leggere i punti della mano costruita
Per il conteggio ordinario, ogni asso vale un punto. Tre, due, re, cavallo e fante valgono un terzo di punto ciascuno. Sette, sei, cinque e quattro non portano punti. L’ultima presa vale un punto. Il totale delle carte e dell’ultima presa è sempre undici punti, senza considerare l’accuso.
In una mano completa, Nord-Sud ed Est-Ovest devono quindi ottenere complessivamente undici punti. Se il totale non torna, manca una carta, una figura è stata contata in modo errato oppure l’ultima presa non è stata aggiunta. Il calcolo non va approssimato durante la discussione: i terzi vanno mantenuti fino alla somma finale.
Per rifare il controllo con una griglia chiara, potete usare la pagina su come contare i punti nel tressette. La napoletana dichiarata da Sud resta separata dagli undici punti ordinari della smazzata. Questo separare le due voci impedisce di attribuire all’accuso il valore di una presa o di confonderlo con l’ultimo punto.
La mano costruita non dimostra una convenzione universale sull’accuso. Dimostra invece un fatto verificabile: chi possiede la combinazione può dichiararla nella prima presa anche se la presa viene raccolta da un avversario, quando questo è l’accordo scelto prima di distribuire.
Come accordarsi prima della smazzata per evitare dichiarazioni tardive
Un accordo breve prima della distribuzione elimina quasi tutte le contestazioni successive. Non occorre trasformare il gioco di carte in un regolamento interminabile. Bastano poche domande concrete, poste quando il mazzo è ancora sul tavolo e nessuno conosce le proprie dieci carte.
La prima domanda riguarda l’accuso. Si gioca con napoletana e bongioco oppure senza combinazioni dichiarabili? La seconda riguarda il tempo. L’annuncio va detto entro la chiusura della prima presa oppure quando il possessore gioca la propria carta? La terza domanda riguarda la forma. Si dichiara a voce, si segna subito il punteggio o si annota soltanto alla fine?
La quarta domanda riguarda i segnali. Busso, volo e striscio sono ammessi? Se lo sono, quale lettura attribuisce la coppia a una carta alta o bassa giocata in un certo palo? Se non lo sono, la partita segue il gioco muto e ogni comunicazione estranea alle carte deve restare fuori dalla smazzata.
Le coppie sorteggiate richiedono ancora più precisione, perché i compagni possono non condividere abitudini precedenti. La guida sulle coppie sorteggiate nel tressette mostra l’utilità di fissare un lessico comune prima dell’inizio. Un segnale interpretato diversamente non è una manovra astuta: è un accordo incompleto.
Una formula pratica da usare prima delle carte
La coppia e gli avversari possono stabilire che l’accuso è ammesso soltanto durante la prima presa, che la dichiarazione viene fatta dal possessore della combinazione e che dopo il raccoglimento delle carte non è più possibile aggiungere nulla. Possono poi decidere se il busso è ammesso e se il gioco resta muto.
Questa formula non pretende di sostituire un regolamento di torneo. Serve alle partite ordinarie, dove la varietà delle abitudini è ampia e spesso non viene esplicitata. Quando esiste un regolamento dell’organizzatore, quel testo viene prima dell’accordo informale, perché tutti i tavoli della stessa manifestazione devono applicare lo stesso criterio.
Anche la durata della partita può incidere sulla qualità dell’accordo. Se si stabilisce un obiettivo di punteggio o un limite di smazzate, una dichiarazione non chiarita alla prima mano può creare un errore che pesa fino alla fine. La pagina sulla durata di una partita di tressette aiuta a organizzare il conteggio senza confondere i punti della singola mano con il risultato generale.
La disciplina utile resta semplice. L’accuso si dichiara nel tempo stabilito, la presa si ricostruisce nell’ordine delle quattro carte e i punti vengono contati separando terzi, assi, ultima presa e combinazioni. Con queste tre verifiche, una dichiarazione tardiva non resta materia di impressioni.
Si può dichiarare la napoletana dopo la prima presa?
Nell’uso descritto, no. La napoletana va dichiarata durante la prima presa. Se la seconda presa è già iniziata, l’accuso non viene più aggiunto.
Il compagno può dichiarare l’accuso al posto del giocatore che lo possiede?
No. La dichiarazione spetta al giocatore che ha ricevuto le carte della combinazione. Il compagno non può sostituirsi a lui.
Chi raccoglie la prima presa deve essere anche chi dichiara?
No. Può dichiarare il possessore della combinazione anche se la prima presa viene raccolta da un avversario, quando questa modalità è stata concordata prima della smazzata.
Busso e accuso sono la stessa cosa?
No. L’accuso riguarda combinazioni come napoletana e bongioco. Il busso è un segnale convenzionale tra compagni e dipende dall’uso adottato, oppure è escluso nel gioco muto.
Il dossier completo Regole del tressette: carte, prese, punteggio e accuso

